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Il
problema di palpebre
appesantite da borse e
rughe non é direttamente
proporzionale all’età:
molto spesso anche le
persone giovani, per
fattori congeniti,
manifestano questo tipo
di inestetismi.
Correggerli non soddisfa
solo un’esigenza
estetica ma - in taluni
casi - costituisce una
valida azione
preventiva. La caduta
delle palpebre
superiori, ad esempio,
riduce il campo visivo
così come un
rigonfiamento dovuto al
grasso depositato sotto
la palpebra inferiore
può causare
infiammazioni all’occhio
ed affaticamento della
vista. A tutto questo ci
pensa la blefaroplastica,
un intervento che oggi
si avvale della
tecnologia laser e di
una pratica
anestesiologica
estremamente soft.
Colpa
dell’invecchiamento,
della forza di gravità,
delle cattive posizioni
o di qualche altra
recondita motivazione.
Fatto sta che anche gli
occhi possono prendere
una “brutta piega”,
compromettendo
l’estetica e la salute
del viso. Rilassamento
(ptosi) delle palpebre,
accumuli di grasso sia a
livello del sottocutaneo
che dello strato
muscolare, comparsa di
una più o meno fitta
rete di rughe nel
contorno oculare sono
segni che spengono la
vivacità dello sguardo e
conferiscono un’immagine
più matura (leggasi
vecchia) del volto.
L’attuale
blefaroplastica regala
occhi più giovani e
belli con interventi
meno traumatici di un
tempo. L’applicazione
del laser, l’anestesia
locale, l’uso di
sostanze vasocostrittici
che riducono al minimo
il sanguinamento, la
possibilità di
beneficiare di tutti i
vantaggi fisici e
pratici del day
hospital, la rendono un
intervento estremamente
delicato ed adatto anche
a chi - per motivi di
lavoro o di esigenza di
immagine - non ha tempo
da sprecare in
“narcisistiche
frivolezze”.
“L’operazione - precisa
il dottor Carlo Alberto
Pallaoro, specialista in
chirurgia plastica a
Padova - dura in media
quaranta minuti e dopo
un paio di ore é già
possibile lasciare la
struttura sanitaria in
piena autonomia,
apprezzando tutte le
comodità di una
convalescenza da
trascorrere a casa
propria”. Se il
principio della
blefaroplastica é
rimasto invariato (e
cioè eliminare, nelle
palpebre, ernie di
grasso e cute in
eccesso), é cambiata
però la tecnica: un
motivo in più per
apprezzare uno degli
interventi di
ringiovanimento del viso
più richiesti da uomini
e donne di ogni età.
COSI’ INVECCHIA L’OCCHIO
Le trasformazioni del
viso con il trascorrere
del tempo seguono un
iter abbastanza
uniforme, anche se
soggettivo. Il processo
legato
all’invecchiamento varia
infatti da persona a
persona ed é correlato a
fattori muscolari,
tessutali, dermici,
ormonali nonché alle
abitudini di vita.
Questo non toglie però
che non si possa
tracciare una sorta di
mappa temporale che
evidenzi i cambiamenti
cui é soggetto l’occhio
con l’avanzare dell’età.
28 ANNI: diminuisce il
tono cutaneo,
soprattutto a livello
delle palpebre.
35 ANNI: si manifesta un
leggero cedimento dei
muscoli legati al gioco
mimico. Appaiono le
prime rughette agli
angoli degli occhi (le
cosiddette “zampe di
gallina”) e sulla
fronte.
45 ANNI: l’alterazione
colpisce i tessuti
sottocutanei.
Gradualmente fanno la
loro comparsa rughe
longitudinali sulle
palpebre.
OLTRE I 45 ANNI: i
tessuti sottocutanei
risultano flaccidi, la
cute diventa più sottile
e sempre più incapace di
trattenere acqua. Si
nota una discesa delle
sopracciglia e l’occhio
é contornato da pelle
arida e rugosa.
A CHI E’ UTILE LA
BLEFAROPLASTICA
-
A chi ha un eccesso di
pelle che appesantisce
la piega naturale delle
palpebre
-
A chi presenta
palpebre cadenti
-
A chi presenta
gonfiore nelle palpebre
(immagine di un occhio
perennemente stanco)
-
A chi ha un eccesso di
pelle e sottili rughe
nella parte inferiore
degli occhi
-
A chi rileva borse e
macchie nella parte
inferiore degli occhi,
spesso causa di
avvallamenti dell’osso
dell’occhio
-
A chi presenta un
abbassamento della parte
inferiore degli occhi
che ne evidenzia la zona
bianca
A CHE ETA’ OPERARSI
La fascia d’età ideale -
sottolinea il dottor
Pallaoro - va dai 35 ai
60 anni e anche oltre,
purché le condizioni
della pelle siano
particolarmente buone.
La blefaroplastica
eseguita in persone
anziane consente, oltre
al risultato estetico,
di ampliare il campo
visivo, ridotto
dall’eccesso di pelle e
di grasso. La ptosi
della palpebra superiore
può essere corretta
efficacemente senza
lasciare cicatrici
visibili. Attraverso una
piccola incisione, é
possibile inoltre
allargare di 2-3
millimetri il diametro
dell’occhio, con
risultati ancor più
apprezzabili.
LA BLEFAROPLASTICA
LASCIA CICATRICI SOTTILI
E DELICATE CHE, ESSENDO
NASCOSTE NELLA PIEGA
NATURALE DELL’OCCHIO,
INVISIBILI. LA PELLE IN
QUESTA ZONA HA INOLTRE
UN’ELEVATA CAPACITA’ DI
CICATRIZZAZIONE.
GLI ESAMI RICHIESTI
Questi quelli che
richiederà il chirurgo
per accertare l’idoneità
all’intervento di
blefaroplastica:
DA RIFERIRE AL CHIRURGO:
-
Se si hanno disturbi a
livello della pressione
o del cuore
-
Se si soffre di
diabete o disfunzioni
tiroidee
-
Se é presente
un’infezione o
un’allergia agli occhi
-
Se si portano
abitualmente lenti a
contatto (potranno
essere indossate dopo
due settimane
dall’intervento)
COSI’ SI INTERVIENE
La chirurgia estetica
oggi ha subìto delle
notevoli evoluzioni,
migliorando le tecniche
di intervento ed
offrendo al paziente
numerosi vantaggi, sin
prima dell’operazione.
“Tecnologia sofisticata
e l‘applicazione di
particolari accorgimenti
- spiega il dottor Carlo
Alberto Pallaoro -
consentono di sottoporsi
all’intervento in regime
day-hospital e di
beneficiare di una
rapida ripresa
post-operatoria”.
L’anestesia praticata
nella nuova tecnica
laser é tra le più
avanzate: anestesia
locale, accompagnata da
una sedazione profonda (neuroleptoanalgesia).
Questa procedura
consente al paziente di
non avvertire alcun
dolore durante
l’intervento e di non
essere cosciente, pur
non dovendo ricorrere ai
disagi o ai possibili
effetti collaterali di
un’anestesia totale. Il
risveglio
post-operatorio sarà
pertanto immediato e
privo di complicazioni.
C’é poi un’altra novità
chirurgica e riguarda
l’utilizzo di sostanze
vasocostrittici al fine
di ridurre al minimo il
sanguinamento. Ma la
parte del leone in
questo nuovo intervento
la fa naturalmente il
nuovo laser ad anidride
carbonica (CO2) pulsato.
Questo sofisticato
strumento chirurgico
consente di effettuare
incisioni delicate e
precise, intervenendo in
modo “mirato”, senza
intaccare le strutture
circostanti (come invece
avviene nel corso
dell’intervento
tradizionale, quello
cioè praticato con il
bisturi). Per una buona riuscita
della blefaroplastica é
determinante infine la
forma della losanga di
cute in eccesso che il
chirurgo asporta e che
determinerà la nuova
forma dell’occhio:
l’applicazione del laser
rende in questo caso più
precisa ed apprezzabile
questa manovra
chirurgica.
PER LA PALPEBRA
SUPERIORE
-
Si pratica
un’incisione lungo la
piega della palpebra
superiore (in modo da
non far risaltare la
cicatrice), arrivando
fino al margine esterno
delle sopracciglia.
-
Si asporta la cute in
eccesso che appesantisce
e rimpicciolisce
l’occhio.
-
Si asporta l’eventuale
grasso superfluo,
corresponsabile
dell’abbassamento
palpebrale e della
riduzione del campo
visivo.
-
Si sutura con punti
intradermici.
-
Si applicano piccoli
cerotti contenitivi per
coprire i punti.
PER LA PALPEBRA
INFERIORE
-
Si pratica
un’incisione lungo la
linea sottociliare
(l’utilizzo del laser é
efficace per ridistendere la parte
interiore dell’occhio).
-
Si asporta il grasso
che circonda il globo
oculare (che determina
le cosiddette “borse” e
che dà all’occhio un
aspetto gonfio e
perennemente stanco).
-
Si sutura con punti
intradermici.
-
Si applicano piccoli
cerotti contenitivi per
coprire i punti.
QUANTO DURA L’INTERVENTO
La blefaroplastica
superiore e quella
inferiore possono essere
eseguite singolarmente
oppure in concomitanza.
La durata
dell’intervento può
oscillare dai 20 ai 30
minuti, richiedendo
anche due ore se - oltre
alla blefaroplastica -
viene praticato il
lifting.
DIECI BUONI MOTIVI PER
APPREZZARE LA NUOVA
TECNICA
1. Anestesia locale +
sedazione profonda 2. Riduzione dei tempi
chirurgici 3. Riduzione al minimo
del sanguinamento,
grazie a particolari
sostanze vasocostrittici
somministrate in fase
anestesiologica 4. Day-hospital 5. Precisione assoluta
con l’utilizzo del laser
ad anidride carbonica 6. Ripresa immediata nel
post-operatorio 7. Sensibile riduzione
dei tempi di
convalescenza 8. Non visibilità delle
cicatrici 9. Risultati stabili nel
tempo 10. Riacquisto di uno
sguardo più “fresco” e
riposato
L’ABBINAMENTO AL LIFTING
PER UN RINGIOVANIMENTO
GLOBALE DEL VISO
“Molto spesso - spiega
il dottor Carlo Alberto
Pallaoro - la
blefaroplastica viene
eseguita in concomitanza
con un altro intervento,
in modo da ottenere un
ringiovanimento globale
del volto. E’ il caso ad
esempio del lifting
temporale o della nuova
tecnica di lifting
endoscopico, quello che
- partendo da una
piccola incisione della
palpebra inferiore -
permette di risollevare
la regione degli zigomi
e di attenuare la
profondità del solco
naso-labiale.”
NESSUN PERICOLO PER LA
VISTA: NON VIENE AFFATTO
COINVOLTA LA STRUTTURA
INTERNA DELL’OCCHIO!
IL POST-OPERATORIO
· I punti vengono
medicati con speciali
cerotti di contenimento,
che verranno rimossi a
distanza di quattro
giorni. · Se si avverte una
leggera sensazione di
irritazione o di
secchezza agli occhi, si
può ricorrere ad un
collirio a blanda azione
antibiotica ed
antinfiammatoria. · Per accelerare il
riassorbimento delle
ecchimosi (comunque
attenuate grazie
all’utilizzo del laser),
é consigliabile la
terapia laser (ogni 15
giorni per due mesi) ed
un ciclo di
linfodrenaggio manuale. · Gli occhi potranno
essere presentabili dopo
7-10 giorni
dall’intervento anche
se, per un completo
apprezzamento dei
risultati, si dovrà
attendere uno o due
mesi.
PER UN MAGGIORE SOLLIEVO
-
Applicare sugli occhi
del ghiaccio o un
impacco freddo di
camomilla.
-
Evitare, per i primi
giorni, sforzi,
piegamenti e
distensioni.
-
Dormire con due
cuscini in modo da
favorire la circolazione
nelle zone operate.
-
Per nascondere i
cerotti possono essere
indossati per i primi
giorni un paio di
occhiali scuri.
-
Dopo qualche giorno é
gia possibile ritornare
a truccarsi.
-
Evitare l’esposizione
del viso al sole fino al
completo riassorbimento
delle ecchimosi.
IL MINI-INTERVENTO CHE
INGRANDISCE L’OCCHIO
Eliminate borse e
palpebre pesanti con la
blefaroplastica, lo
sguardo acquista più
freschezza e luminosità
e l’occhio sembra
risultare più grande ed
interessante. Ma per chi
non é ancora alle prese
con i segni
dell’invecchiamento ma
vuole ugualmente far
risaltare la forza
magnetica dei due
poliedrici “fanali” può
ricorrere ad un piccolo
intervento di
ingrandimento occhi. Si
tratta di una tecnica di
massimo effetto,
richiesta soprattutto
dalle giovani donne per
conferire maggiore
importanza e sensualità
allo sguardo.
“L’intervento - spiega
il dottor Carlo Alberto
Pallaoro - consiste
nell’ampliare la fessura
oculare per dare più
risalto all’occhio e per
rendere più armonica la
proporzione occhi-viso”.
L’operazione é tra le
più semplici: dura meno
di dieci minuti e non
comporta né cicatrici né
medicazioni. Un’unica
prescrizione riguarda
l’uso locale di un
collirio nell’immediato
post-operatorio.
E’ sufficiente
un’incisione di pochi
millimetri per
ingrandire l’occhio e
far risaltare lo
sguardo.
ALTRI INESTETISMI
ATTORNO ALLE PALPEBRE ZAMPE DI GALLINA
Sono favorite
dall’invecchiamento
cutaneo,
dall’esposizione al sole
oppure da scorrette
espressioni mimiche. Per
correggerle oggi c’é il
peeling a mezzo laser
CO2: si pratica in
anestesia locale (pomata
anestetica),
disepitelizzando lo
strato superficiale
della pelle senza
rischio di ustioni o di
danni termici.
SOPRACCIGLIA CADENTI
E’ una caratteristica
ereditaria o dovuta
all’invecchiamento. Il
sollevamento delle
stesse avviene con una
piccola incisione tra i
capelli (lifting
temporale) che permette
di alzare le
sopracciglia donando
luce allo sguardo.
Questo intervento viene
molto spesso abbinato
alla blefaroplastica.
CURIOSITA’
Con il laser ad anidride
carbonica é possibile
anche eseguire
l’autotrapianto di
ciglia e sopracciglia,
in modo preciso e
delicato e seguendo il
contorno naturale
dell’occhio.
IL LASER CO2 PULSATO
Il suo raggio emette una
luce monocromatica e
coerente che veicola un
alto grado di calore ed
energia. L’impiego di
questo sofisticato
strumento ha permesso
alla chirurgia estetica
di arricchirsi di nuove
potenzialità. Un
apparecchio di questo
tipo é in grado di far
generare il raggio laser
in una camera contenente
anidride carbonica e
consentire perciò una
particolare frequenza.
Un dispositivo assicura
inoltre che il raggio
non sia continuo ma
intermittente. In questo
modo é possibile
vaporizzare solo lo
strato superficiale
della pelle (profondo
solo 75 millesimi di
millimetro) in un tempo
pressoché istantaneo (in
meno cioé di 100
microsecondi) da non
permettere ai tessuti
circostanti di subire
alterazioni.
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blefaroplastica>>>
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