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Il cheek lifting si
rivela l’approccio
chirurgico ideale per la
ridistensione della
piega-nasolabiale.
Rispetto al tradizionale
lifting totale, tale
tecnica risulta meno
invasiva e più
rispettosa dell’estetica
in quanto non lascia la
classica cicatrice
davanti l’orecchio,
traccia visibile del
risollevamento
chirurgico.
La piega naso-labiale si
forma a seguito di un
progressivo
assottigliamento della
pelle, dovuto
principalmente al
processo di
invecchiamento che
comporta, dapprima, la
rarefazione di collagene
ed elastina e,
conseguentemente, la
ptosi della struttura
muscolo-cutanea del
viso. La “apertura” di
queste due inestetiche
parentesi ai lati della
bocca si deve anche a
repentini sbalzi di peso
che, oltre all’intestetismo
in questione, sono
responsabili anche di
altre pieghe cutanee, di
rughe ed eventualmente
di smagliature.
La comparsa dei solchi
naso-labiali, uno tra i
segni più evidenti e
precoci
dell’invecchiamento, non
è pertanto un fattore
“anagrafico”, ma
correlato al tipo
soggettivo di pelle ed
allo stile di vita.
Molto spesso succede che
una persona
relativamente giovane
rimarchi un’accentuata
piega ai lati della
bocca senza presentare
altri segni di
invecchiamento sul resto
del viso. Tale persona
vivrà con disagio l’inestetismo
e con altrettanto
disagio penserà di
sottoporsi ad un
intervento lifting
radicale. Fortunatamente
per questa persona oggi
non c’è più necessità di
un intervento globale ed
invasivo. L’evoluzione
della tecnica chirurgica
ha messo infatti a punto
minilifting mirati
esclusivamente alla zona
coinvolta dalla
dismorfia, richiedendo
incisioni interamente
nascoste nel cuoio
capelluto. Nel caso
della piega
naso-labiale, il cheek
lifting assolve appieno
tali obiettivi, al punto
tale da consigliare
l’intervento anche a
soggetti al di sotto dei
35-40 anni, che potranno
così beneficiare – oltre
che di un significativo
ringiovanimento della
parte centrale del viso
– anche di un “effetto
collaterale” tipico del
lifting: la sua azione
preventiva nei confronti
di un ulteriore
sfaldamento dei tessuti.
Perché una cosa è certa:
se non contrastata, la
piega naso-labiale
diventerà con il tempo
sempre più profonda e
marcata.
PIEGA E NON RUGA
Il solco naso-labiale è
una vera e propria piega
cutanea, da non
confondersi con una
fissurazione del derma.
La sua correzione
attraverso l’azione
riempitiva delle
infiltrazioni dà
pertanto scarsi
risultati (se non nei
primi stadi). La piega
naso-labiale non ha
infatti necessità di
essere “riempita” come
una comune ruga. Quel
che è necessario è
invece una sua
ridistensione, oggi più
mirata e meno invasiva
grazie alla tecnica di
cheek lifting.
I VANTAGGI DEL CHEEK
LIFTING
Alcuni li abbiamo già
elencati, come la
possibilità di applicare
tale tecnica a soggetti
giovani. Altri vantaggi
riguardano la qualità
estetica del risultato,
privo di cicatrici
visibili (nascoste tra i
capelli). Ma il cheek
lifting non è solo
limitato alla correzione
della piega
naso-labiale: nei
soggetti, più anziani,
che presentano una
manidola larga, tale
tecnica addirittura
sostituire il lifting
muscolo-cutaneo totale,
con l’aggiunta di una
piccola incisione sotto
il mento, trascurabile
dal punto di vista
estetico.
LA TECNICA CHIRURGICA
Il cheek lifting
consente di evitare le
incisioni standard del
lifting tradizionale
(quelle praticate
davanti l’orecchio).
Questa tecnica consente
il riposizionamento dei
tessuti molli della
guancia, responsabili
della piega
naso-labiale, ed il
raggiungimento così di
un contorno viso più
giovane.
Chirurgicamente si
interviene praticando,
in sede temporale,
un’incisione di precisa
lunghezza e con
un’inclinazione più
accentuata rispetto alla
tecnica tradizionale. Si
procede poi con lo
scollamento della cute
dalla zona temporale
alla piega naso-labiale
( aiutandosi
eventualmente con una
piccola incisione
all’interno della bocca)
per concludere infine
con il risollevamento e
la distensione della
piega naso-labiale,
seguendo l’adeguato
vettore perpendicolare
alla stessa.
La tecnica di cheek
lifting non è affatto
nuova (in America viene
applicata da anni), ma
non è ampiamente diffusa
in quanto richiede un
elevato livello di
abilità chirurgica ed
una vasta conoscenza
dell’anatomia. In
presenza di questi
ultimi due requisiti, il
cheek lifting risulta
tuttavia più sicuro e
più affidabile di molte
altre metodiche di
mid-face rejuvenation.
DIDASCALIE GRAFICI
La tecnica di cheek
lifting prevede una
piccola incisione della
regione temporale
(nascosta tra i capelli)
ed un eventuale accesso
alla guancia
dall’interno della
bocca. L’incisione
temporale viene
praticata con una
diversa inclinazione
rispetto al tradizionale
lifting temporale, in
modo da creare un
vettore più adeguato al
risollevamento della
parte centrale del viso.
IL POST OPERATORIO
Grazie alla sua mini
invasività, il cheek
lifting non richiede
particolari medicazioni
e nemmeno un lungo
periodo di guarigione.
L’incisione tra i
capelli viene suturata
con una particolare
procedura, messa a punto
per evitare possibili
trazioni della cute.
Richiusa l’incisione, la
parte viene fasciata con
un bendaggio compressivo,
che il paziente dovrà
tenere per una
settimana. Rimossi
bendaggio e punti, non
ci sarà necessità di
sottoporsi a terapie
post chirurgiche né di
osservare particolari
accorgimenti. Un unico
divieto: non esporsi al
sole prima della
completa guarigione.
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