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Gli arti superiori sono facile bersaglio di inestetismi spesso coesistenti: dall’adiposità localizzata alla cellulite, dal rilassamento muscolo-cutaneo alla comparsa delle smagliature. Se, sul fronte preventivo, molto si può fare per impedire le dismorfie delle gambe - e, in generale, della silhouette - ancora tanto si può fare, a livello di trattamenti estetici, per intervenire quando i problemi sono ancora al loro esordio e circoscritti. Negli altri casi, la via per un rimodellamento ideale dei profili passa attraverso la chirurgia, con interventi in giornata che non lasciano esiti cicatriziali rilevanti.
Con
l’arrivo
della
primavera,
ritorna la
voglia (e
l’esigenza)
di mettere in
mostra le
gambe.
L’arrivo
della bella
stagione porta
a scrutare, a
volte con
pignoleria e
disappunto, i
piccoli e
grandi
inestetismi
comparsi a
seguito
dell’età o
di scorrette
abitudini
comportamentali.
Molti di
questi
inestetismi
sono
addirittura
causati dalla
pigrizia, o
meglio dalla
letargia che
colpisce a
raffica
soprattutto
durante i
lunghi mesi
invernali. La
mancanza di un
adeguato
movimento,
il non seguire
una dieta
salutistica ed
equilibrata,
le poche
attenzioni
prestate alla
pelle per
mantenerla
idratata ed
elastica,
l’uso di
abbigliamento
troppo stretto
(pantaloni,
collant),
concorrono a
penalizzare
l’estetica
del corpo - ed
in particolare
delle gambe -
creando delle
dismorfie
molto spesso
evidenti anche
da vestite ed
un senso di
disagio per
chi non si
ritrova più
con i tessuti
tonici e
compatti di un
tempo.
I
PRINCIPALI
INESTETISMI
DELLE COSCE
Adiposità
localizzata
Il principale inestetismo che colpisce la radice delle cosce é senza dubbio l’accumulo di grasso (in parte fisiologico), causa di una evidente sproporzione tra busto e bacino. La zona più interessata dalla dismorfia é la parte esterna (culottes de cheval).
Cellulite
Pelle a buccia d’arancia e noduli rilevati alla vista e/o al tatto sono la conseguenza di una degenerazione del tessuto adiposo sottocutaneo, solitamente abbinata ad un aumento delle cellule grasse e all’alterazione delle pareti dei capillari venosi.
Ptosi
muscolo-cutanea
Il rilassamento delle cosce (specie della parte interna) avviene a seguito di una minore tonicità muscolare. Le cause di questo inestetismo possono attribuirsi all’invecchiamento, ad una repentina variazione di peso (a rischio le diete yo-yo) ma anche ad un’interruzione dell’attività fisica.
Smagliature
Le atrofie dermo-epidermiche a strie sono lesioni dovute allo sfibramento del derma e dell’epidermide. Le cosce sono particolarmente soggette alla comparsa delle smagliature, che si formano quando il tessuto cutaneo non é sufficientemente elastico per un fattore “meccanico” (ingrassamenti/dimagrimenti, azione di sfregamento dato da vestiti troppo stretti, ecc.) o di inibizione ormonale.
LE SOLUZIONI CHIRURGICHE
Il rimodellamento chirurgico delle cosce prevede diversi approcci, a seconda dell’inestetismo o della combinazione di inestetismi presenti. La tecnica chirurgica risulta pertanto personalizzata alla specifica dismorfia e viene stabilita dal chirurgo tenendo conto anche di alcuni fattori “soggettivi”, come l’elasticità cutanea ed il grado di inestetismo. Rispetto al passato, la moderna chirurgia risulta più rapida e meno invasiva: si interviene in regime day hospital, in anestesia locale (o peridurale, per aree più estese) accompagnata da sedazione. Le incisioni praticate sono millimetriche e trascurabili, dal punto di vista estetico, una volta completato il processo di guarigione. Le medicazioni non ostacolano di troppo i movimenti e possono essere rimosse già dopo pochi giorni (in genere una settimana), consentendo un ritorno al sociale più celere.
Analizziamo - con la consulenza del dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova - le soluzioni più adeguate agli inestetismi della parte alta delle gambe, descritti più sopra.
LIPOASPIRAZIONE PER PROFILI PIU’ ARMONIOSI
La concentrazione di adipe a livello delle cosce é una caratteristica prevalentemente femminile, che interessa anche le giovani donne. Per rimodellare armoniosamente la zona si può ricorrere ad una lipoaspirazione localizzata, eseguita per mezzo di una sottilissima cannula introdotta sottocute attraverso microincisioni. Su zone circoscritte, l’intervento può essere praticato addirittura in anestesia locale (altrimenti si ricorre all’anestesia epidurale, dalla vita in giù), richiedendo pochissimi minuti. “La lipoaspirazione é da prendere in considerazione nel caso in cui i tessuti siano adeguatamente elastici - spiega il dottor Pallaoro - Con questa premessa la cute potrà infatti adattarsi al meglio ai nuovi volumi raggiunti. Qualora invece i cuscinetti di grasso si presentassero assieme a tessuti rilassati, la lipoaspirazione dovrà essere supportata dall’intervento di lifting, per poter consentire un ideale rimodellamento/rassodamento delle cosce.” Al termine della lipoaspirazione, praticati i dovuti punti di sutura, le parti trattate vengono fasciate con un bendaggio compressivo, da rimuoversi a distanza di una settimana.
TERAPIA CLINICO-CHIRURGICA PER GRASSO LOCALIZZATO & CELLULITE
Spesso l’adiposità localizzata si accompagna ad un altro inestetismo prevalentemente femminile: la lipodistrofia edemato-fibro-sclerotica. Per scolpire i profili e rimuovere l’effetto pelle a “buccia d’arancia” diffusa sulla parte superiore delle gambe é stata messa a punto dal dottor Carlo Alberto Pallaoro una terapia clinico-chirurgica, mirata ed integrata, denominata Wet Lipo Lift. La tecnica abbina all’intervento di lipoaspirazione l’erogazione di sostanze farmacologiche anticellulite, consentendo nell’ambito di un’unica seduta in anestesia locale (o peridurale, per aree più estese) il duplice trattamento di grasso in eccesso e cellulite.
L’intervento viene realizzato attraverso una duplice cannula: quella aspiratrice, contiene una microcannula che - simultaneamente alla lipoaspirazione e su stimolo del chirurgo - rilascia, negli strati più profondi del pannicolo adiposo, un cocktail di farmaci diluiti in una soluzione salina, ad azione lipolitica (di scioglimento del grasso), fibrinolitica (di “rottura” delle fibre che imprigionano le cellule di grasso) ed antitrombotica (di aiuto ad un corretto funzionamento dei vasi sanguigni).
Anche nel caso della Wet Lipo Lift é indispensabile avere un adeguato grado di elasticità cutanea. Le incisioni praticate per consentire l’inserimento della doppia cannula sono le stesse previste per l’intervento di lipoaspirazione, così come le medicazioni ed i tempi previsti per la guarigione.
LIFTING MICROCHIRURGICO PER UN RASSODAMENTO SENZA CICATRICI RILEVANTI
Per evitare gli estesi - quanto deturpanti - esiti cicatriziali del “tradizionale” lifting, il dottor Carlo Alberto Pallaoro ha ideato un’innovativa tecnica microchirurgica che consente - in due/tre sedute realizzate in anestesia locale infiltrativa - un rassodamento delle cosce privo di esiti cicatriziali esteticamente rilevanti.
La differenza tra la normale procedura di lifting e la microchirurgia sta sostanzialmente nei tempi e nelle dimensioni delle asportazioni di cute in eccesso. In luogo di un’unica, estesa, asportazione vengono praticate con il lifting microchirurgico delle microasportazioni di tessuto. Il vantaggio di quest’ultimo approccio sta nel fatto che il rassodamento - coinvolgendo aree così minimali (di appena un millimetro di diametro!) - non innesca un importante processo di cicatrizzazione, consentendo così alla pelle di guarire spontaneamente (senza punti di sutura, ma con la sola applicazione di un cerotto chirurgico) nell’arco di pochi giorni, lasciando tracce trascurabili della chirurgia.
Il lifting microchirurgico delle cosce, realizzato con uno speciale drill (Trilix), é indicato nei casi di lieve-medio rilassamento purché la cute non abbia tendenza a cicatrizzazione ipertrofica/cheloidea. “Se il rilassamento é troppo marcato - riferisce il dottor Pallaoro - si può ricorrere al lifting tradizionale, trattando successivamente (a due mesi dall’intervento) gli estesi esiti cicatriziali con la tecnica microchirurgica (il Trilix in questo caso viene applicato per asportare le cicatrici).
TRILIX ANCHE PER LE SMAGLIATURE
Le smagliature costituiscono un inestetismo “a fior di pelle”, che nulla ha a che vedere ovviamente con un discorso di rimodellamento dei profili. Poiché interessano frequentemente la zona trattata in questo servizio - l’interno così come la radice delle cosce - e poiché possono essere trattate ugualmente con la microchirurgia, riserviamo un piccolo spazio alle cosiddette atrofie dermo-epidermiche a strie. L’estetica si é attivata molto per rimediare a quelle che possono essere considerate alla stregua di vere e proprie cicatrici. Poiché nessuna terapia risulta in grado di restituire trofismo a tessuti non più irrorati, l’unico rimedio possibile rimane l’asportazione chirurgica. Per evitare che quest’ultima lasci segni ben peggiori delle smagliature in sé, é necessario però procedere per gradi - o, meglio, millimetro per volta. Il Trilix, impiegato nella terapia delle smagliature, si rivela in questo caso l’unico strumento in grado di asportare le smagliature senza lasciare sulla cute esiti cicatriziali esteticamente rilevanti. Anche qui si interviene con due/tre sedute in anestesia locale infiltrativa, realizzate a distanza di 15/20 giorni una dall’altra.
IL POST OPERATORIO
Il rimodellamento chirurgico delle cosce (sia che ci si é sottoposti a liposuzione, piuttosto che alla Wet Lipo Lift o al lifting microchirurgico) richiede alla paziente una settimana di relativo riposo. Le medicazioni applicate nell’immediato post operatorio consentono una pronta deambulazione, sebbene limitata e senza eccessivi sforzi. Per una più rapida guarigione delle parti trattate, viene prescritta la somministrazione di antibiotici ed antinfiammatori e l’uso di calze elastiche mediamente compressive per almeno un mese. Per favorire un rapido riassestamento dei tessuti, vengono consigliati un ciclo di linfodrenaggio manuale ed alcune sedute di terapia laser, utili per drenare i liquidi in eccesso e riattivare la circolazione. La paziente dovrà dal canto suo evitare alcune situazioni che potrebbero rallentare o compromettere il processo di guarigione, come l’esposizione al sole o alle lampade Uva (almeno per i primi 40 giorni) e la pratica dello sport (l’astensione é di 1 mese per le attività più dolci; 2 mesi per le attività a più alto impatto).
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